Miyavi a Milano dopo il Bataclan – di Myriam Blasini

Il 4 Ottobre 2015 si è esibito a Milano il musicista giapponese Takamasa Hishihara, in arte MIYAVI. Anche se ormai a distanza di mesi, vi propongo la recensione di questo concerto perchè nella tappa immediatamente precedente, il 2 Ottobre, il tour toccò Parigi con una serata al teatro Bataclan. Purtroppo, all’indomani del massacro parigino, la violenza insensata getta un’ombra funesta su quelle immagini di gioia; rende però le parole pronunciate dall’artista nel corso dell’esibizione milanese tutt’altro che retoriche.

Dopo un’attesa durata quattro anni,  il 4 Ottobre MIYAVI è tornato a suonare in Italia. Al Fabrique di Milano il chitarrista e cantante giapponese si è esibito nell’unica tappa italiana del suo “We are the others tour 2015”, richiamando un variopinto ed eterogeneo pubblico di comiyavi italiani ed internazionali, migliore testimonianza possibile dello spirito di questo artista. Il tour di presentazione dell’album ‘The others’ vuole essere, infatti, secondo le intenzioni espresse dal cantante stesso durante il concerto, un momento di aggregazione internazionale, di unione e superamento delle differenze attraverso la musica. Musica, come sempre, di ottima qualità. Con la sua classica alternanza di rock tirato e funk, con il suo dominio virtuosistico della chitarra in tutte le sue accezioni, dal suo caratteristico slapping guitar alla chitarra suonata dietro la testa alla Jimi Hendrix, l’artista giapponese ha emozionato il proprio pubblico, gratificandolo con un ricco repertorio.

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Durante la serata, ai pezzi del nuovo album, si sono infatti intervallati grandi successi degli anni passati, come ‘Secret’ e ‘What a wonderful world’, oltre ad una speciale dedica riservata all’Italia. Avendo saltato il nostro paese nel suo precedente tour del 2014, MIYAVI ha infatti dedicato al pubblico di Milano un’emozionante esecuzione di ‘Guard you’, che ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata.

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I fans italiani hanno risposto col consueto affetto, donando all’artista un tricolore con dediche e firme che MIYAVI ha esposto sul palco per tutta la durata del concerto, che è volato via veloce, attraversato dalla continua onda di energia sprigionata dalla sua chitarra fino all’entusiasmante finale sulle note di Horizon e al tiratissimo encore con il tema di Mission impossibile, Futuristic love e Day 1.

Ancor più che la musica, hanno emozionato le sue parole. L’artista, infatti, grazie al suo fluente inglese ha parlato molto al pubblico, com’è sua abitudine, invitando tutti a non dimenticare chi nella vita deve lottare per sopravvivere e a ricordare sempre l’importanza del sentimento di unità e umanità che ci accomuna al di là della nazionalità, della lingua o della religione.

Miyavi, infatti, da tempo affianca alla propria attività artistica quella umanitaria, ed è comparso spesso al fianco di Angelina Jolie, oltre che sulle passerelle mondane dopo la sua interpretazione nel film “Unbroken”, come testimonial dell’UNHCR, visitando ad esempio nel Maggio 2015 un campo profughi per rifugiati siriani in Libano e cercando di sensibilizzare con la propria musica il pubblico nei confronti di queste tematiche.

Il concerto non poteva quindi che concludersi con il suo motto: “La musica non può cambiare il mondo, ma può cambiare le persone che possono cambiare il mondo”.

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